Ricerca Solidarietà Digitale

Solidarietà Digitale: dalla tecnologia al pensiero

Il digitale è diventato il medium più utilizzato per la conoscenza del mondo circostante. Molto spesso facciamo esperienza di ciò che ci circonda solo attraverso gli strumenti digitali o affidandoci alle loro elaborazioni. Il digitale, inoltre, non è solo il mondo dei social network, ma costituisce, ormai, un nuovo ‘ambiente antropologico, sotto diversi profili. Ad esempio, la nostra conoscenza dipende in buona parte dalle informazioni che ci vengono proposte dal digitale. Si sta sviluppando una cultura che fa apparire la stessa collocazione dell’uomo nel mondo sempre meno centrale, rispetto al passato e al suo tendenziale antropocentrismo.  La stessa ricerca della felicità sembra essere meno dipendente dall’uomo e sempre più collegata al digitale quale strumento per la soddisfazione dei suoi desideri.

Durante la pandemia, in special modo nei periodi di lock down, il digitale è stato il mezzo di comunicazione principale, che si è imposto come ambiente di socializzazione e di esperienza, come luogo vitale in cui  le relazioni preesistenti sono state incluse e rafforzate anziché annullate o precluse. Rapporti privati e professionali, assistenza e solidarietà sono stati mantenuti ed erogati grazie al digitale. La stessa esperienza religiosa ed ecclesiale è stata condizionata (positivamente? negativamente?) dal digitale. 

Nasce perciò l’esigenza di domandarsi: è possibile impegnarsi nella ricerca della verità senza il digitale? Quali conseguenze ha questo approccio, nell’ambito dello stesso ‘conoscere e dire di Dio’, oppure nell’ambito dell’impegno morale dell’uomo?

Il questionario vuole raccogliere le esperienze di questo periodo per comprendere come poter essere cristiani nel nuovo mondo digitale.

Durante la pandemia, in special modo nei periodi di lock down, il digitale è stato il mezzo di comunicazione principale, vincendo la diffidenza e la paura ancora presente, e più ancora si è imposto come ambiente di socialità ed esperienza, di luogo vitale dove le relazioni pre esistenti sono state incluse e rafforzate anziché annullate o precluse. Rapporti privati e professionali, assistenza e solidarietà sono stati mantenuti ed erogati grazie al digitale.

Il questionario vuole raccogliere le esperienze e le riflessioni di questo periodo per comprendere come poter essere cristiani nel nuovo mondo digitale.

Digital has become the most used medium for getting to know the surrounding world. Very often we experience what surrounds us only through digital tools or by relying on their processing. Furthermore, digital is not only the world of social networks, but by now constitutes a new anthropological environment, under different profiles. For example, our knowledge largely depends on the information offered to us by digital. A culture is developing that makes man’s very position in the world appear less and less central than the past and its anthropocentrism tendency. The pursuit of happiness itself seems to be less dependent on man and increasingly connected to digital as a tool for the satisfaction of his desires.

During the pandemic, especially in periods of lock down, digital has been the main means of communication, which has established itself as an environment for socialization and experience, as a vital place in which pre-existing relationships have been included and strengthened rather than canceled. or precluded. Private and professional relationships, assistance and solidarity have been maintained and provided thanks to digital technology. The same religious and ecclesial experience has been conditioned (positively? Negatively?) By the digital.

Therefore, the need arises to ask ourselves: is it possible to engage in the search for truth without digital? What consequences does this approach have, in the context of the same ‘knowing and saying of God’, or in the context of man’s moral commitment?

The questionnaire aims to collect the experiences of this period to understand how to be a Christian in the new digital world.

During the pandemic, especially in periods of lock down, digital was the main means of communication, overcoming the mistrust and fear still present, and even more so it became an environment of sociality and experience, a vital place where pre-existing relationships have been included and strengthened rather than canceled or foreclosed. Private and professional relationships, assistance and solidarity have been maintained and provided thanks to digital technology.

The questionnaire aims to collect the experiences and reflections of this period to understand how to be Christian in the new digital world.

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